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giovedì 18 agosto 2016

9/11 Memorial Museum

Ciao,
La nostra vacanza a New York è stata molto intensa, abbiamo camminato chilometri e chilometri in lungo e in largo, visitato tanti musei e luoghi simbolo della città, ma in assoluto quello che ci ha maggiormente colpito è stato Ground Zero e il 9/11 Memorial Museum.
Uscendo dalla metropolitana ci siamo trovati davanti il World Trade Center One e il ricordo delle immagini dell'11 settembre 2001 era nitido come se fosse successo il giorno prima.

Come un pugno nello stomaco mi sono rivista in macchina di ritorno dal supermercato (ero arrivata il giorno prima da Copenhagen), la radio accesa come al solito su Radio Deejay, improvvisamente la canzone si ferma e una voce alquanto sconvolta da l'annuncio di un'aereo precipitato nelle Torri Gemelle, poi sembrano due, ma nessuno al momento riusciva a comprendere esattamente cosa stava succedendo, cosa è successo!
Corro a casa, accendo la televisione, ci sono anche i miei genitori e tutti increduli guardiamo quelle immagini così sconvolgenti, sarà impossibile dimenticarle.
È' impossibile non notare l'immensa costruzione di Calatrava che simboleggia una colomba bianca viste le sue dimensioni.

Più ci avviciniamo e più sono forti i ricordi, arriviamo alla prima delle due vasche con le cascate d'acqua che confluiscono in un buco centrale che non si riempirà mai a simboleggiare il dolore che non verrà mai colmato, leggiamo alcuni dei nomi scritti sui bordi delle piscine, in uno di questi nomi notiamo una rosa bianca, scopriremo in seguito che il personale del museo depone una rosa ad ogni compleanno.

Entriamo nel 11/9 Memorial Museum già carichi di emozioni, quello che viviamo nel museo è il ripercorrere quella mattina dell11/9/2001, ascoltare il racconto di una dei volontari, vedere immagini, ascoltare audio, vedere i vari ritrovamenti, si percepisce la paura, l'incredulità, lo stupore e lo spavento della gente, ma anche il caos e la confusione.

Negli attentati del 11/9/2001 morirono 2749 persone i loro volti sono appesi sulle pareti di una stanza nel museo che sembra farsi sempre più piccola più ci si addentra, il cuore si fa sempre più pesante, manca il fiato, perché in quel momento, guardando tutte quelle persone, una ad una, ci si rende veramente conto di quante sono 2749 vite spezzate.

Abbiamo trascorso all'interno del museo 5 ore totalmente assorbiti da ciò che ci circondava, bambine comprese.

C'era anche un laboratorio per bambini dove abbiamo fatto dei fiori di carta che poi abbiamo deposto sui nomi di alcuni connazionali, sono state contate 80 nazionalità tra le vittime e alcune di loro erano italiani.


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